Un tempo culla della curia romana, oggi attorno ai Palazzi Lateranensi e alla piazza, nota tra l’altro per il famoso concerto rock del primo maggio, sorgono costruzioni antiche e moderne.
Molto bella con i suoi portici è la tardo-ottocentesca Piazza Vittorio Emanuele II, sede del più vivace mercato della capitale, rinomato soprattutto per i generi alimentari a prezzi concorrenziali. Al centro del suo giardino i resti dei trofei di Mario, fontana d’epoca imperiale. Per le pelli è invece famoso il mercato di Via Sannio, situato oltre le antiche mura. Numerosi i pub e i ristoranti di medio e buon livello; nei pressi di Piazza Vittorio Emanuele II, una delle più antiche gelaterie di Roma.
Arco di Galieno: era l’antica porta Esquilina delle mura serviane, ricostruita in epoca augustea e dedicata nel 262 all’imperatore Galieno.
Palazzo Brancaccio: opera più stimata di Luca Carimini, è sede dell’Istituto italiano per il Medio e l’Estremo Oriente e del Museo nazionale d’arte Orientale.
Auditorium di Mecenate: ampia aula rettangolare facente parte degli “horti Maecenatiani”, forse un ninfeo estivo. Si segnalano i resti della decorazione pittorica del I secolo.
Tempio di Minerva Medica: la struttura del IV secolo, faceva parte degli horti Laciniani e deriva il nome da una statua di Minerva, qui scoperta e ora collocata ai Musei Vaticani.
Porta Maggiore: anticamente due aperture nelle Mura Aureliane davano inizio a Via Prenestina e a Via Casilina ed erano state ricavate da altrettanti archi degli acquedotti iniziati da Caligola (38) e ultimati da Claudio (52). Sul piazzale esterno, l’originale sepolcro di M. Virgilio Eurisace (panettiere e fornitore dello stato, come si legge sull’iscrizione) e di sua moglie Atinia vissuti alla fine della repubblica, ornato da bocche di forno e da decorazioni rappresentanti la lavorazione del pane. Nelle vicinanze la Basilica di Porta Maggiore, del I secolo dell’impero, appartenente forse ai neopitagorici. E’ un edificio sacro sotterraneo perfettamente conservato, costruito in calcestruzzo a forma di basilica. Notevoli le somiglianze tra l’architettura e le decorazioni di questa con le basiliche cristiane primitive
Santa Croce in Gerusalemme: sorse sull’area di un alloggio privato dell’imperatrice Elena, madre di Costantino, e divenne una basilica con Lucio II (1144-45). La chiesa è così chiamata perché la tradizione vuole che, sotto il pavimento della cappella di S. Elena, si conservi la terra del Calvario, portata a Roma dalla stessa santa, insieme alle reliquie della Passione di Cristo. A destra della basilica, di là dalle mura, l’Anfiteatro Castrense, vastissimo edificio ellittico costruito al principio del III secolo da Elagabolo o da Alessandro Severo per gli spettacoli della corte.
Piazza S. Giovanni in Laterano: sul Laterano sorsero le residenze patrizie d’epoca imperiale e quella dei Laterani, confiscata da Nerone, fu messa a disposizione del vescovo di Roma da Fausta, moglie di Costantino. Papa Melchiade ne fece la sua residenza e nel 313 Costantino fece erigere accanto la basilica e il battistero Lateranense. Con il trasferimento dei papi ad Avignone, il complesso decadde. La risistemazione si deve a Domenico Fontana per volere di Sisto V. Furono eretti il Palazzo Lateranense (qui si firmarono i Patti Lateranensi l’11 febbraio 1929) la Loggia delle Benedizioni e l’edificio della Scala Santa. Al centro della piazza s’innalza l’obelisco Lateranense, (XV secolo a.c.) trasportato da Tebe a Roma da Costanzo (357) e innalzato nel Circo Massimo; fu collocato nella piazza da Fontana.
S. Giovanni in Laterano: è la cattedrale di Roma dedicata al SS. Salvatore e ai Ss. Giovanni Battista e Giovanni Evangelista. Dalla loggia centrale si affacciava il pontefice a benedire il popolo nel giorno dell’Ascensione. La porta mediana, nel portico, proviene dalla Curia Romana, mentre l’ultima a destra è la Porta Santa, che si apre solo negli anni giubilari; a sinistra la grande statua di Costantino, proveniente dalle sue terme. All’interno si segnala in particolare il bellissimo pavimento cosmatesco.
Scala Santa: il palazzo della Scala Santa sorge quasi di fronte al Palazzo Laterano (costituito dall’appartamento papale e dal Museo Storico Vaticano), e fu costruito intorno alla Cappella privata dei Papi, detta Sancta Sanctorum per le reliquie che custodisce. Per accedervi, il Papa vi fece trasportare la scala d’onore del vecchio palazzo, erroneamente ritenuta (risale probabilmente all’VIII o IX secolo) la scala del Pretorium di Pilato, salita da Gesù durante il processo (da qui Scala Santa) e portata a Roma da S. Elena. La Scala conduce alla cappella di S. Lorenzo dov’è l’ingresso al Sancta Sanctorum, visibile solo attraverso le grate; sull’altare l’immagine acherotipa (non dipinta da mano umana) del Redentore. L’immagine (dipinto sul legno del VI - VII secolo), che, nel medioevo si credeva fosse stata dipinta dagli angeli, era portata in processione dai papi per scongiurare gravi calamità.