Cosa vedere
Chiesa di S. Maria Sopra Minerva: è così chiamata perché sorge sui ruderi di un tempio dedicato a Minerva Calcidica. Appartenne prima alle monache greche e poi ai Domenicani e fu aperta al culto nella metà del Trecento. I numerosi interventi ne hanno mutato l’aspetto originario. All’interno si può ammirare una statua di Cristo Risorto realizzata da Michelangelo.
Piazza della Rotonda: conosciuta anche come Piazza del Pantheon è racchiusa da palazzi settecenteschi, che in parte ricalcano lo spazio del porticato posto davanti al tempio. La fontana, disegnata da Giacomo Della Porta, fu completata con l’obelisco di Ramses II.
Pantheon: fu costruito nel 27 a.c. da Marco Vipsiano Agrippa, genero d’Augusto, restaurato da Domiziano e Traiano e nuovamente edificato da Adriano nel 118-125. I lavori si completarono sotto Antonino Pio e nuovi restauri furono fatti da Settimio Severo e Caracalla. In seguito l’edificio fu abbandonato e nel VII secolo Bonifacio IV lo dedicò alla Madonna e a tutti i martiri. Nel XVII secolo, per volere d’Urbano VII Barberini, il rivestimento bronzeo delle travi del porticato fu adoperato per la costruzione d’ottanta cannoni per Castel Sant’Angelo e per le quattro colonne tortili del baldacchino di S. Pietro. Nel 1870 divenne cappella dei re d’Italia. All’interno è custodita anche la tomba di Raffaello.
Chiesa di S. Luigi dei Francesi: compiuta nel 1589 da Domenico Fontana su disegno di Giacomo della Porta, merita una visita anche per le importanti opere d’arte che racchiude: nella seconda cappella destra Ss. Cecilia, Paolo, Giovanni evangelista, Agostino e la Maddalena, copia di Guido Reni dell’originale di Raffaello, affresco delle storie di S. Cecilia del Domenichino (1616-17); nella quinta cappella a sinistra S. Matteo e l’Angelo (sull’altare), Martirio di S. Matteo (parete destra), Vocazione di S. Matteo (parete sinistra), capolavori del Caravaggio; nella volta affreschi del Cavalier d’Arpino.
Palazzo Giustiniani: oggi abitazione del presidente del Senato, nel 1947 qui fu firmata la Costituzione della Repubblica. Fu iniziato da Giovanni e Domenico Fontana nel 1585 e concluso nel 1678, forse su progetto di Francesco Borromini.
Chiesa di Sant’Eustachio: situata nella piazza che da lei prende nome, secondo la leggenda fu fondata da Costantino, sul luogo del martirio del santo. Addossate sul fianco destro della chiesa due colonne facenti parte delle terme Neroniano-Alessandrine, costruite da Nerone nel 62 e poi ricostruite da Alessandro nel 227.
Palazzo Madama: deve il nome a madama Margherita d’Austria, vedova di Cosimo dei Medici. Dal 1871 è sede del Senato.
Palazzo della Sapienza: era l’antica Università romana, fondata da Bonifacio VIII nel 1303, che qui ebbe sede dal tempo d’Eugenio IV fino al 1935, anno in cui fu inaugurata la Città Universitaria. Oggi è sede dell’Archivio di Stato di Roma.
Piazza Navona: spettacolare piazza, espressione della Roma barocca, occupa lo spazio in cui si estendeva lo stadio Domiziano e di cui riprende forma e dimensioni. Alcuni resti dello stadio sono inglobati in un palazzo in Piazza Tor Sanguigna, altri sono visibili nei sotterranei di S. Agnese in Agone. Il nome deriva probabilmente per corruzione dai giochi che vi si facevano: “agone – nagone – navone – navona”. Tre fontane sono disposte lungo la piazza. La più famosa è la fontana dei Fiumi, ideata da Gian Lorenzo Bernini nel 1651. L’obelisco che la sormonta risale al tempo di Domiziano e proviene dal circo di Massenzio. Del Bernini è anche il bozzetto della fontana del Moro, mentre la fontana del Nettuno fu disegnata da Giacomo della Porta.
Santa Agnese in Agone: secondo la tradizione, la chiesa sorge sul luogo in cui la santa fu esposta alla gogna nuda, ma miracolosamente fu ricoperta dai capelli che si sciolsero. Sorse tra l’VIII secolo e il 1123, l’aspetto attuale si deve a Girolamo e Carlo Rainaldi che vi lavorarono nel 1652, mentre Francesco Borromini la completò tra il 1653-57; ciò fa supporre le espressioni di paura e sdegno dei fiumi della fontana del Bernini: i due artisti, infatti, furono grandi rivali. Nei sotterranei si possono ammirare i resti del circo di Domiziano, un pavimento romano a mosaico e affreschi medievali. A sinistra della chiesa sorge Palazzo Pamphilj, costruito da Girolamo Rainaldi nel 1644-50. Opposta al palazzo si erge Nostra Signora del Sacro Cuore, forse eretta in occasione del giubileo del 1450.
Le statue parlanti: la più famosa, quella che diede inizio a questa curiosa usanza romana, è la statua di Pasquino, addossata al prospetto posteriore di Palazzo Braschi. Pasquino, morto nel 1500 era famoso a Roma per i suoi mordaci attacchi ai vizi dei potenti e ingiustizie delle autorità. Dopo la morte si scoprì, presso la sua casa, un torso ellenistico facente parte di un gruppo che rappresentava Menelao sorreggente Patroclo. Il torso di questa statua fu montato su un piedistallo e seguendo l’esempio di Pasquino autori anonimi d’epigrammi satire e critiche, presero l’abitudine di andare ad attaccare i loro componimenti al piedistallo della statua, ribattezzata col nome di Pasquino, mentre le loro mordaci invettive furono dette “pasquinate”. Le risposte cominciarono ad essere appese presso la fontana di Marforio, divinità fluviale, che divenne l’interlocutore della statua di Pasquino. La fontana è situata nel cortile del museo Capitolino. Ad esse si affiancarono: Madama Lucrezia, statua raffigurante Iside popolarmente denominata Madama Lucrezia, appoggiata al muro esterno di Palazzetto Venezia; l’abate Luigi presso il lato sinistro di S. Andrea della Valle; il Facchino, caratteristica fontana situata sul fianco sinistro della chiesa di S. Marcello al Corso; il Babbuino che sorge nella celebre Via del Babbuino a cui dà il nome.
Via del Governo Vecchio: oggi nota per le botteghe antiquarie, un tempo era parte della medievale “via papalis” tra S. Pietro e il Laterano, percorsa dai cortei papali.
S. Maria della Pace: la chiesa fu edificata perché, secondo la tradizione, la quattrocentesca immagine della Madonna della Pace, oggi conservata nell’altare maggiore, colpita da un sasso avrebbe versato sangue. Riedificata nel 1482 fu ristrutturata nel 1656 da Pietro da Cortona. All’interno, preziose opere di Raffaello. Il Chiostro adiacente alla chiesa è la prima opera realizzata a Roma dal Bramante.
Via dei Coronari: caratteristica via un tempo nota per i numerosi venditori di corone sacre oggi per le botteghe antiquarie, conserva quasi intatto l’aspetto rinascimentale e barocco.
Chiesa di S. Agostino: situata lungo via di S. Agostino e fondata nel 1420, fu trasformata nell’interno da Luigi Vanvitelli nel 1756-61. Vi si possono ammirare preziose opere di Raffaello, Andrea Sansovino e Caravaggio. Accanto si trova la Biblioteca Angelica, prima biblioteca pubblica di Roma. Fondata da Angelo Rocca nel 1614 è specializzata in letteratura e filologia italiana e contiene incunaboli, cinquecentine, manoscritti dal IX secolo in poi.
Palazzo Altemps: costruito su edifici medievali, oggi è sede distaccata del Museo Nazionale Romano. Ospita la celebre collezione Ludovisi d’arte antica formata dal cardinale Ludovisi nel 1621-23.
Palazzo Primoli: costruito nel ‘500, accoglie il Museo Napoleonico, donato alla città di Roma dal conte Giuseppe, figlio di Pietro Primoli e Carlotta Bonaparte. Di grande interesse il busto di marmo di Paolina Bonaparte realizzato da Antonio Canova.
Da Piazza Navona - direzione Campo de’ Fiori
Piazza Campo de’ Fiori: uno dei centri più importanti della Roma del passato, sede di corde, palii ed esecuzioni capitali, come quella di Giordano Bruno (arso come eretico il 17 febbraio del 1600), ricordata dal monumento che si erge proprio al centro. La piazza, di giorno sede di un caratteristico ed economico mercatino, occupa la platea del tempio di Venere Vincitrice, annesso al Teatro di Pompeo, costruito in muratura verso la metà del I secolo a.c. e deve il nome al campo di fiori che si estendeva nel XV secolo, ossia prima dell’edificazione dei palazzi che oggi la circondano. Dal tramonto in poi le strade si animano di gente che affolla i numerosi bar, enoteche e caffè, frequentati da turisti, giovani ed artisti.
Palazzo della Cancelleria: uno dei capolavori architettonici del primo Rinascimento; attribuito tradizionalmente al Bramante, si propende oggi ad identificare l’architetto in Andrea Bregno, detto Montecavallo. Fu dimora, nel 1483, del Cardinale Riario, titolare della vicina basilica di San Lorenzo in Damaso. Dopo essere stato confiscato ai Riario, per aver questi partecipato ad una congiura contro Leone X, fu sede d’alti prelati e di magistrature ecclesiastiche. Oggi è sede di numerose istituzioni culturali della Chiesa e del Tribunale della Sacra Rota.
San Lorenzo in Damaso: fondata da Papa S. Damaso nel 380 in onore di S. Lorenzo, prese l’appellativo di Damaso, quando il santo padre vi fu sepolto. Il Cardinal Riario, costruendo la sua dimora, distrusse la chiesa, ma Papa Innocenzo VIII lo costrinse ad inserire nel complesso in costruzione un edificio di culto in onore di papa Damaso.
Piazza Farnese: una delle più eleganti piazze di Roma, un tempo sede di cerimonie e spettacoli. La piazza è ornata da due fontane gemelle, attribuite a Girolamo Rainaldi, in cui l’acqua zampillante dai gigli farnesiani ricade in vasche di granito egizio provenienti dalle Terme di Caracalla.
Palazzo Farnese: in fondo alla piazza si erge Palazzo Farnese, magnifico esempio d’arte rinascimentale. Iniziato nel 1514, per conto del Cardinale Alessandro Farnese (divenuto poi papa Paolo III), da Antonio Sangallo il Giovane, continuato, dopo la sua morte (1546), da Michelangelo, terminato da Giacomo Della Porta. Oggi è sede dell’Ambasciata di Francia. Si suggerisce la visita al magnifico atrio, diviso in tre navate, del Sangallo. Attraverso il grande atrio si passa nel primo cortile, circondato da un portico dorico e da due piani di logge chiuse, ionico il primo e corinzio il secondo. Ai lati del cortile, stanno due sarcofagi: quello di sinistra proviene dalle terme di Caracalla, quello di destra dalla Tomba di Cecilia Metella, della quale conterrebbe le ceneri. Da sinistra, si sale alla celebre Galleria (lunghezza m 20, larghezza m 6) splendidamente affrescata da Annibale Caracci con l’aiuto d’Agostino e Ludovico e altri illustri artisti.
Palazzo Spada: iniziato a metà del ‘500 per il cardinale Girolamo Capodiferro, fu in seguito acquisito dal cardinale Bernardino Spada. Il rifacimento posteriore si deve a Francesco Borromini. Sua è la galleria prospettica, che si ammira dalla vetrata della biblioteca e che costituisce un’invenzione illusionistica simulando una profondità maggiore di quella che in realtà non sia.
Galleria Spada: la piccola collezione, oggi di proprietà dello stato, fu costituita dal cardinale Spada e comprende per lo più opere d’artisti italiani del XVI e XVII secolo.
Via Giulia: aperta dal Bramante agli inizi del ‘500 per volontà di Papa Giulio II, divenne sede degli edifici più importanti dello Stato pontificio. A metà del suo percorso, la strada è interrotta da un arco ricoperto da piante rampicanti e voluto dai Farnese per collegare il loro palazzo al Tevere. L’elegante strada è famosa per i suoi negozi d’antiquariato e d’artigianato e anche per i presepi, che, a Natale, sono allestiti nelle chiese.
La chiesa di S. Carlo ai Catinari: è così chiamata per le numerose botteghe di catini, un tempo presenti. Fu eretta in onore di S. Carlo Borromeo da Rosato Rosati e G.B. Soria nel XVII secolo. All’interno si segnalano opere di Mattia Preti, Pietro da Cortona, Guido Reni.
La chiesa di S. Andrea della Valle: fu costruita da Carlo Maderno. Gli affreschi dell’abside e della cupola (la più alta a Roma dopo di quella di S. Pietro), realizzati da Giovanni Lanfranco e da Domenichino, insieme alle tele di Mattia Preti e alle pitture di Carlo Cignali, costituiscono uno dei migliori esempi romani di decorazione barocca. Nella seconda cappella sinistra si trova la tomba di Monsignor Giovanni Della Casa, autore del celebre trattato il “Galateo”.
Area Sacra dell’Argentina: si tratta della più estesa area d’età Repubblicana riportata alla luce. Situata in Campo Marzio era costituita da tre templi rettangolari e uno rotondo, risalenti all’inizio del III e fine del II secolo a.c. Nella struttura circolare visibile al centro alcuni vi riconoscono l’“Aedes Fortunae Huisce Diei”, eretta da Quinto Lutazio Catulo nel 101 a.c. A destra di questa struttura sorge un tempio risalente alla metà del III secolo a.c. e restaurato da Domiziano sul quale, nel VII, secolo fu edificata la chiesetta di S. Nicola de Calcarariis, così chiamata per via degli artigiani che nel medioevo trasformavano i marmi degli antichi monumenti in calce. Alla sinistra dell’edificio circolare si scorgono i resti del tempio più antico probabilmente attribuibile alla divinità italica Feronia, restaurato sempre da Domiziano. Sempre a sinistra i resti di un tempio di fine II secolo a.c., restaurato in tarda età repubblicana. Nell’area altri edifici tra cui probabilmente la Curia di Pompeo, dove fu assassinato Giulio Cesare nel 44 a.c. e la torre del Papetto, del XII secolo, situata ad angolo tra Via Florida e via San Nicola de’ Cesarini, il cui nome “papetto” allude all’antipapa Anacleto II.
Teatro Argentina: fu il teatro più celebre della Roma pontificia, l’unico rimasto di quell’epoca insieme al Teatro Valle. Inaugurato nel 1732, nel 1816 Rossini vi tenne la prima dell’Aida, che lo consacrò alla fama. Nel 1926 e nel 1967-71 fu restaurato da Marcello Piacentini; da allora è sede del Teatro di Roma.
Chiesa del Gesù: pensata da S. Ignazio di Loyola (qui sepolto), fu realizzata su progetto del Vignola a partire dal 1568; il modello influenzò l’architettura religiosa romana per tutto un secolo e fu esportato dai Gesuiti in tutta Europa.