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Sempre di più in Italia i B&B riscuotono
consensi. La nuova formula di ricettività comincia ad essere preferita non solo dagli
stranieri, abituati, già da tempo, alla filosofia del B&B, ma anche dagli
italiani, che iniziano ad apprezzarne i vantaggi, non solo
economici.
La figura del gestore diventa sempre più professionale e non è più
improvvisata. Le stanze messe a disposizione possono competere con quelle dei migliori
alberghi, venendo dotate di ogni confort: dal bagno privato all’aria
condizionata, dalla TV satellitare al frigo bar. Qualità e ricercatezza si accompagnano all’atmosfera calda e accogliente che solo una vera casa può
offrire, e a quella serena e rassicurante che i proprietari/gestori infondono ai loro
ospiti. Per saperne di più su questa nuova figura professionale Italia Lodging ha chiacchierato con Serena
Mencarelli, la proprietaria di “A casa di Serena”, un delizioso B&B di Roma, situato a pochi passi dal
Vaticano.
Com’è nata l’idea di gestire un B&B?
Ho sempre avuto ospiti in casa, amici, parenti, e non mi è mai
pesato. Mi piace invitare e ricevere gente, cucinare per loro e soprattutto farli sentire sempre considerati e
apprezzati. Quando si è cominciato a parlare anche in Italia di B&B ho pensato di mettere a frutto questa mia dote naturale e perché no guadagnarci anche
qualcosa. Da opaca casalinga mi sono ritrovata a fare, con grande
soddisfazione, il gestore di un B&B. L’occasione è stata senza dubbio l’arrivo del
Giubileo; da allora gestisco “A casa di Serena” il mio B&B e finalmente mi faccio pagare semplicemente per essere me
stessa, un’ottima padrona di casa.
Ci sono state delle difficoltà iniziali?
No nessuna difficoltà in particolare, ripeto quello che faccio mi viene naturale. Le difficoltà maggiori sono quelle di poter accontentare tutti, come vuole la tradizione dei migliori alberghi. Io naturalmente accolgo i miei ospiti a casa cercando di rendere il migliore possibile il loro soggiorno a Roma. Sono soprattutto gli italiani a non avere capito la differenza tra un B&B e un albergo; gli stranieri sono più abituati a questo tipo di ospitalità e alla filosofia che ne è
propria, cioè trascorrere il proprio soggiorno in una normalissima abitazione anziché in albergo.
Chi è secondo lei il gestore perfetto? Può tracciarne un identikit?
Il gestore perfetto, è chi ama l’ospitalità, chi dell’ospitalità ne fa un’arte, chi fa sempre in modo di offrire ospitalità
sincera, attenzioni, servizio perfetto, cura del particolare.
Chi è invece il turista perfetto?
Il turista perfetto è chiunque entri nella mia casa. Non ho particolari preferenze, italiani, stranieri, giovani, meno giovani. Se proprio devo dare una risposta precisa allora posso dire che la mia preferenza è comunque per le famiglie con bambini, ma accolgo con lo stesso entusiasmo anche chi si rivolge a me solo per qualche giornata di lavoro.
Può raccontarci degli aneddoti riguardo la sua attività?
Gli aneddoti sono tanti, ma l’episodio più emozionante è stato il matrimonio di una coppia di tedeschi che sono venuti a Roma per
sposarsi. Quella mattina c’era gran fermento in casa, tutti gli ospiti erano abbastanza emozionati e si davano da fare per aiutare la sposa in qualunque
modo, una delle ospiti ad esempio l’aiutò a vestirsi. Io sono andata a comprarle il bouquet
nuziale, che non aveva e che le regalai. Alla fine tutti aspettammo la sposa in
salotto, che ricordo era raggiante nel suo bell’abito nuziale.
E’ rimasta in contatto con qualcuno dei suoi ospiti?
Sono rimasta in contatto con molti dei miei ospiti e tuttora, quasi ogni giorno, scambio e-mail con Connie
Charles, una simpatica americana di Boston.
Che cosa consiglierebbe al gestore che si accinge ad iniziare l’attività di B&B?
Di mettersi in testa che comunque quest’attività va fatta con passione più di ogni altro
lavoro. Alcuni giorni la casa è completamente vuota, altri completamente
piena. Non esistono le feste da soli a casa propria, non esiste Natale,
Capodanno, Pasqua, è un lavoro che non ammette vacanza quando gli altri ce l’hanno e del resto non si può delegare a nessuno la tua figura di
gestore.
Qual è il segreto di questo lavoro e in particolare di “A casa di Serena”?
Il segreto è quello di vivere in casa propria pensando però di essere sempre in vacanza insieme a persone sempre diverse e sempre in questa bellissima città, che offre tantissimo e che è Roma.
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