Torchiarolo nota per essere stata patria del musicista Leonardo Leo (1694-1744), fu l’antica Valesium, progredito ed attivissimo centro commerciale della Messapia, noto poi come Baletium al tempo dei romani e menzionato da Plinio.
Nel 1157 la città fu distrutta dai Normanni di Guglielmo il Malo e i suoi abitanti, trovato rifugio nelle campagne vicine, fondarono Torchiarolo.
Fino al XVIII secolo, Torchiarolo subì fortemente le incursioni dei Turchi. Il nome della città (più precisamente nel termine dialettale di “Turchiarulo”) significa, infatti, “paese mattatore dei Turchi”, non a caso, lo stemma cittadino presenta un turco incatenato dinnanzi ad un castello.
Interessante la visita ai resti dell’antica Valesio, situata a circa tre km dall’abitato. Vi si ammirano le mura megalitiche e la necropoli, in cui sono stati rinvenuti vasi pregiati, armi, oggetti vari anche in oro e in argento, monete messapiche, greche e romane e numerose iscrizioni. Merita una visita anche la Parrocchiale, edificio del XVIII secolo restaurata con sobrie linee architettoniche.
Per gli amanti del mare si segnalano le vicine spiagge di San Gennaro e Torre Specchiolla, caratterizzate da uno splendido paesaggio naturale.
Piacevole e ricco di suggestioni il viaggio nella provincia di Brindisi. Da Brindisi, città d’arte, ai bianchi paesi delle estreme Murge, ai borghi medievali con antichi castelli, il territorio offre un ricco patrimonio di testimonianze della storia, dell’arte, del folclore, dell’artigianato; una costa di notevole bellezza ed una cucina genuina e particolarmente saporita.
Fa da scenario un bellissimo paesaggio caratterizzato da uliveti e vigneti ordinati in filari, giardini di mandorli, lunghi sistemi di muretti a secco e un’infinità di Trulli, preziosa eredità architettonica dell’antica civiltà contadina. Solitarie, poi sorgono le Masserie, che rievocano lussi e fasti lontani, rivelati dall’eleganza sontuosa della dimora padronale.
Assai caratteristici i bianchi borghi della Valle d’Itria: Cisternino, Ceglie Messapica, Carovigno, Ostuni e Fasano, antichi paesi straordinariamente incastonati nella murgia dei Trulli.
Immancabile l’itinerario attraverso Castelli e Fortificazioni, eretti per difendersi da incursioni e scorrerie dai signori che dominarono queste terre: Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, Borboni. Risale a Federico II il Castello di Terra di Brindisi, così definito per distinguerlo dall’altra fortezza eretta a difesa del porto brindisino per volontà di Ferdinando I d’Aragona, ma anche ad Oria, sull’acropoli messapica, svetta un massiccio maniero del sovrano svevo. A Ceglie Messapica, si segnala invece la fortezza dei Sanseverino; a Carovigno una singolare rocca voluta nel XV secolo dal principe di Taranto Del Balzo Orsini a difesa dalle incursioni Saracene; a San Vito dei Normanni il Castello edificato nel XII secolo da Boemondo d’Altavilla. Ed ancora Castelli o splendidi palazzi fortificati a Mesagne, Francavilla Fontana, Cellino San Marco, Torre S. Susanna, Villa Castelli. Numerose anche le torri situate lungo la costa ad arricchirne il paesaggio: sono i resti delle 431 fortificazioni innalzate nel XVI sec. dal regno di Napoli, per difendere le coste dai pirati.
Notevole il patrimonio archeologico: dall’antica Egnatia sulla costa di Fasano, alla donna d’Ostuni, la straordinaria sepoltura di una partoriente risalente a circa 25 mila anni fa, rinvenuta nella grotta di S. Maria di Agnano e custodita nel Museo di civiltà preclassiche della Murgia meridionale di quella città, all’area archeologica di “Muro Tenente” di Mesagne, alle altre numerose testimonianze disseminate su tutto il territorio. I reperti rinvenuti nella Provincia sono custoditi dal Museo Archeologico Provinciale di Brindisi che ospita 5 sezioni: la sezione epigrafica e statuaria; l’antiquaria; la preistorica; la numismatica e la sezione dedicata a sculture databili fra il IV sec. A.C. e il III sec. D.C.